Small Gym
Questo per ritornare ai post diaristici di una volta
L'altro ieri mi sono iscritto in palestra. Bada bene, è un piccolo passo per l'uomo qualunque ma un grosso passo per me. All'inizio, perlomeno. L'ambiente della palestra non fa per me. Ero molto più a mio agio sull'aereo militare italiano in volo verso la Sardegna, attaccato con una mano a un tubo di metallo che passava sopra la mia testa, e seduto su una sedia di composta da strisce incrociate di materiale sintetico progettata da un sadico. Ero più a mio agio, giuro, mentre chiaccheravo con gli ufficiali della marina, dell'esercito e dell'aviazione, tutti impettiti, fieri e dalla vita sessuale difficile. E Dio sa quanto odio e temo le divise. Ma ero più a mio agio.
La palestra nel mio immaginario è piena di tipi grossi e rasati che entrano già in canottiera anche d'inverno, hanno una borsa piena di tuorli d'uovo liofilizzati che ingoiano con noncuranza fra una serie (dieci milioni di addominali alti) e l'altra, usano solo pesi sopra i 50 chili e scherzano fra di loro prendendosi a pugni sulle spalle.
Chiaramente, la palestra dove vado io non è così (in realtà, nessuna è così).
Stasticamente le palestre sono piene di donne di mezz'età che cercano di non farsi venire la pancia correndo per mezz'ora sullo stesso posto, sollevando pesi con le caviglie o cose del genere, oppure da vecchie signore dallo sguardo serafico prese metaforicamente a pallettate da un tipo robusto nella sala fitness: "Un, due, tre! Un due tre! SU QUELLE GAMBE! Un due tre eccetera" (a volte non metaforicamente, prese a pallettate). Poi ci sono le due quindicenni che chiaccherano tutto il tempo, le figlie di Mtv che alla fine fanno solo la cyclette ripetendosi che, sì, stasera mangeranno tutte e due solo uno youghurt, giurano. Naturalmente tornate a casa non resisteranno alla pastasciutta pronta fumante. E tempo due settimane scopriranno che, sì, in televisione le donne hanno il ventre piatto con dei muscoletti in rilievo, ma in realtà i ragazzi preferiscono pensare di essere più magri della propria ragazza, o comunque vorrebbero avere qualcosa da palpare intorno alla vita che non sia l'osso dell'anca o un addominale stile vincintrice-dei-centro-metri-piani-con-pochi-ormoni-maschili-in-corpo.
Chiariamoci, occasionalmente c'è anche la ragazza carina che, come me, viene in palestra per non ridursi a uno stecchetto ambulante privo di difese immunitarie.
Ma non serve a niente.
Ne basta uno. Basta un tipo rasato grosso che usa pesi da cinquanta chili, con i guantini con i buchi che coprono solo il palmo, che gira per la palestra con in mano dei dischi con un raggio superiore alla sua faccia, che utilizza in maniera sconosciuta affari somiglianti a macchine da tortura medievali. Ne basta uno, e mi riconvinco che aveva ragione il mio immaginario. Le palestre sono piene solo di tipi così.
Il tipo sopra mi ha detto che l'assistente di sala che mi deve fare la scheda ha i capelli rossi. Faccio un paio di giri tipo zombie, non trovo nessuno coi capelli rossi. Mi iniziano a guardare. Forse mi hanno scambiato per un infiltrato o qualcosa del genere. Bastano due giorni in palestra per essere meno mingherlini di me. Mi riscaldo sulla cyclette.
Giuro, a disagio. Mi aspetto sempre che arrivi il tipo rasato o l'assistente di sala e mi dica una cosa del tipo "Se respiri con la bocca, stai facendo uno sforzo anaerobico" oppure "Dove sono le tue scarpe pulite?". O: "Quello con la muffa è il tuo asciugamano?", piuttosto che: "Scendi dal MIO tapiroulant" "E' inutile che guardi, non ci sono pesi abbastanza piccoli per te" "Dove sono le tue scarpe pulite?" e cose così.
Fra l'altro, dopo dieci minuti di cyclette mi accorgo che non mi sono cambiato le scarpe. Ma non posso più andare a cambiarmele: sarebbe un'ammissione di colpevolezza.
Quando ormai ho finito tutti gli esercizi che mi ricordavo dall'ultima volta che sono andato in palestra (2 anni fa), vado a cambiarmi. E mentre sono lì sull'uscita, ormai già completamente cambiato, l'assistente di sala si palesa. Mentre sono lì che sto per salire le scale, in jeans, con la giacca addosso e lo zaino in mano, c'è un'assistentedisalafania. Un tipo pelato sta parlando con una signora di mezz'età, probabilmente le sta spiegando come evitare di morire se il palestrato rasato le aumentasse improvvisamente la velocità del tapiroulant per scherzo. E' lui l'assistente di sala. Non ha i capelli rossi. Confuso, torno indietro per controllare: no il tipo rasato e il tipo pelato sono due tipi diversi, anche se si assomigliano (senza capelli, grossi, canottati e rasati).
Oh bè, sono sopravvissuto da solo. Metto piede fuori dalla palestra.
Un piccolo passo per l'uomo qualunque...
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3 commenti:
ahahahahah comunque la fissa del tipo umano palestrato ce l'hai sempre avuta...
basta leggere i tuoi racconti, ogni due pagine ce n'è uno :P
cmq bravo bravo così si fa... ma il jogging è gratis e ti assicuro più divertente! (a parte il freddo la neve e la nebbia lol)
seeeeeeee e poi alla schiena e alla fisioterapista chi glielo spiega, che ho corso 30 minuti? non sono mica eroico come te, che corro tipo Libro della Jungla ma tra macchine, smog, neve, nebbia, semafori... tipo Libro della concrete Jungle!
ok, è tardi
ciao
v
E' bello, di tanto in tanto, rileggere post così, qui ^_^
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