Giro di vite, senza rumore
C'è un uomo in Russia che si chiama Lev Ponomaryov. Ha 67 anni, ed è il leader del movimento Per i diritti umani. Ex dissidente sovietico, è stato eletto in Parlamento nei primi anni novanta. Ha combattuto contro le terribili condizioni delle carceri sovietiche, e in generale per i diritti umani. Ieri era appena sceso dalla sua automobile quando è stato picchiato, scaraventato al suolo e percosso da due o tre uomini, che poi si sono dileguati, senza una parola.
Popnomaryov è sempre stato abbastanza critico nei confronti del governo, e negli ultimi tempi si era esposto contro la persecuzione governativa nei confronti di Mikhail Khodorkovsky. Ma l'impressione è che queste percosse siano, più che il bastone, la carota del Governo. Mi spiego. Un collega di Ponomaryov, l'avvocato specializzato in diritti umani Stanislav Markelov è stato ucciso a colpi di arma da fuoco in Gennaio, subito dopo una conferenza. Nella sparatoria è morta anche una studentessa di giornalismo, Anastasia Baburova. In questo caso, nessun arresto. Sempre questa settimana, lunedì, un altro dipendente di un giornale dissidente del sobborgo Khimki (Mosca), è morto in seguito alle percosse ricevute. E' il sesto giornalista di Khimki che viene picchiato brutalmente negli ultimi due anni. Mikhail Beketov, l'editore di un altro giornale di Khimki, è in coma da novembre, sempre a causa di un'aggressione. Era stato accusato dai locali tutori della legge di diffamazione: aveva denunciato dei progetti di sviluppo fortemente lesivi dell'ambiente.
Ma, si sa, l'Italietta è troppo provinciale o troppo spaventata per riportare notizie del genere. Bisogna invece tenere a mente che i diritti umani saranno messi a dura prova dalla crisi economica, non solo nei paesi pseudo-democratici. O forse è per questo, che i giornali italiani si scordano dei dissidenti russi.
Popnomaryov è sempre stato abbastanza critico nei confronti del governo, e negli ultimi tempi si era esposto contro la persecuzione governativa nei confronti di Mikhail Khodorkovsky. Ma l'impressione è che queste percosse siano, più che il bastone, la carota del Governo. Mi spiego. Un collega di Ponomaryov, l'avvocato specializzato in diritti umani Stanislav Markelov è stato ucciso a colpi di arma da fuoco in Gennaio, subito dopo una conferenza. Nella sparatoria è morta anche una studentessa di giornalismo, Anastasia Baburova. In questo caso, nessun arresto. Sempre questa settimana, lunedì, un altro dipendente di un giornale dissidente del sobborgo Khimki (Mosca), è morto in seguito alle percosse ricevute. E' il sesto giornalista di Khimki che viene picchiato brutalmente negli ultimi due anni. Mikhail Beketov, l'editore di un altro giornale di Khimki, è in coma da novembre, sempre a causa di un'aggressione. Era stato accusato dai locali tutori della legge di diffamazione: aveva denunciato dei progetti di sviluppo fortemente lesivi dell'ambiente.



2 commenti:
necessita di verificare:)
Si, probabilmente lo e
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