venerdì 8 maggio 2009

Fiat luce nella crisi


Improvvisamente tutto il mondo vuole acquistare Fiat. Obama impone alla Chrysler di fare affari con la casa di Torino. Opel è interessata. General Motors non se la sente di escluderlo. Tutti sbandierano questi risultati. Ma perchè? Nessuno lo spiega, fa bene pensare che la crisi sia già finita. Questa (colpevole) superficialità nasconde invece il fatto che l'interesse mondiale per la Fiat nasce proprio dalla crisi, con la crisi. Ma vediamo nel dettaglio.

Il brevetto La Fiat ha appena brevettato, prima nel mondo, un sistema aggiornato per portare aria nella camera di scoppio. Senza entrare in dettagli tecnici: il nuovo sistema targato Fiat ottimizza l'aria (il carburente), di modo da diminuire anche il consumo di carburante. E' l'uovo di Colombo, aumenta le prestazioni diminuendo i consumi, e non di poco. I laboratori Fiat parlano di un risparmio del 20%

Smaller pollution, small cars Le previsioni macroeconomiche elaborate dopo la crisi raccontano un settore autobilistico che, in futuro, rischia il collasso totale. Il petrolio sarà sempre più costoso, e le leggi nei paesi "consumers" (Ue e Usa, principalmente) saranno sempre più stringenti in tema di emissioni. La corsa ora quindi è chi arriva prima a costruire la macchina più piccola, più economica, meno inquinante. Fiat è uno dei gruppi che già da anni investe in questo senso. Le case americane al contrario sono in grossa difficoltà: costruire enormi macchinoni inquinanti non è la stessa cosa che produrre una Cinquecento: andrebbero riconvertiti tutti gli impianti e recuperato il gap tecnologico nella produzione di auto piccole. Sembra un problema da poco, ma non lo è

Troppi giocatori Un'altra prospettiva del mercato dell'auto è che, dopo la crisi, ci sarà spazio solo per tre o quattro grandi "players", cioè tre o quattro enormi compagnie di auto. Piuttosto che morire o fallire, la parola d'ordine diventa fusione. Una partita come questa è lontana dall'essere una win-to-win situation, piuttosto il contrario. Ognuno cerca di comprare o controllare la torta dell'altro, ma men mano che il tempo le torte si rimpiccioliscono. Il primo che riesce ad allargare un po' la sua torta, magari anche solo con una fetta, avrà una forza contrattuale maggiore degli altri: potrà dire "Ah sì? Allora aspettiamo ancora un altro po' ".

La torta all'italiana Il risultato è che tutti gli occhi si puntano, e in modo abbastanza repentino, sulla torta considerata più semplice da accaparrarsi. E perchè la Fiat è la torta più appetibile, se ha un buon brevetto ed è già avanti nella produzione di auto "ecologiche?" Perchè è fondamentalmente un'azienda con un marchio debole che si è risollevata solo negli ultimi anni, dopo aver rischiato di distruggere il proprio prestigio con modelli-fregatura: la Duna, per dire. Non è un caso che sia l'unica azienda ad aver cambiato logo recentemente.

Conclusione Gli occhi di tutti sono sulla Fiat perchè, in tempo di vacche magre e vitelli rachitici, si cerca di mangiare il rivale che meno si sa difendere e che allo stesso tempo è ingrassato più recentemente. E' vero quindi che Fiat ha, al momento, una forza contrattuale considerevole nei confronti delle altre aziende automobilistiche. Ma è una forza che nasconde una debolezza di fondo: è compito dei suoi dirigenti trasformare questo vigore inaspettato in una base per una solida azienda futura.


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