mercoledì 3 giugno 2009

La mia famiglia e le botte in testa

Se qualcuno ogni tanto ancora passa di qua, batta un colpo nei commenti, anche solo per dire "Quante stronzate dici" e cose del genere

Più il tempo passa più ho l'impressione che la mia famiglia tenda ad assomigliare a quella dei Simpons. Papà qualche chilo l'ha messo su, i capelli li perde, tende ad addormentarsi sul divano. Sul quale, naturalmente, ha scavato la forma del proprio fondoschiena. Mamma tende a preoccuparsi per tutto e tutti, correndo di qua e di là, con la voce secca. Ok i figli sono quattro e non tre, però questi giorni che Bea vive a Milano siamo tre, e l'impressione è un po' quella. Ok, due maschi e una femmina, ma cos'ha Maggie di femminile? I Simpsons. Ci può stare, ci sono tutti i segni distintivi: la colazione sbrigativa la mattina, spezzettati, Bart/Cesco che non vuole mangiare a pranzo, Milhouse, il preside con dei problemi, gli strangolamenti all'urlo di "Brutto BACAROSPO!".
E, naturalmente, le botte in testa.
Chi vede i Simpson sa che ogni due puntate c'è almeno una botta in testa, presa accidentalmente o deliberatamente causata da qualcuno. Bonk. Sbonk. "Ahia!". Pensavo fosse il meccanismo comico dei Simpson, unire semplici gag visive a complessi pezzi satirici parlati. E invece ho scoperto che quest'idea è la solita atrusione che tiro fuori. La realtà è molto più semplice.
E' perchè è realistico, prendere le botte in testa.
Cesco una volta ha sbattuto su una porta. Sì, una porta di legno interno di casa Simpson. Fortissimo. Era porta di camera mia. Non ha fatto sbonk. Immaginatevi io che studio tranquillo, chiuso in camera, chino sulla scrivania, fuori dalla finestra i misteriosi canarini del cortiletto interno che cantano. Ci sono i fiori fuori.
STRONK.
Poi, un afflosciamento sulla porta. Tipo Sviiiiii.... "MAMMAAAAAAAAH"
Un'altra botta in testa l'ha presa Luisa ieri. Luisa è molto più In, molto più Cool e molto più Occhei di tutti i fratelli. Lei le botte in testa mica le prende a casa, no. Al centro commerciale Porte di Roma, con i suoi amici. In perfetto stile Avril Lavigne, insomma. Stava giocando con un suo amico, gli tira un calcio, quello prende la gamba e cadono tutti e due, ma Luisa aveva dietro un mezzo scalino e SBONK va giù con la capoccia. Mi ha detto che dal rumore che ha fatto tutti i commessi i clienti i perditempo quelli che passavano di sono fermati. Poi hanno voltato la testa. Sul pavimento colorato del centro commerciale c'era Luisa, stesa in posizion evidentemente scomoda. Come i Simpsons, come i Simpsons. Inutile dire che non c'ero, sennò avrei riso mezz'ora sentendo quello Sbonk, e avrei continuato a ridere anche mentre giocavo con il suo amico a spingerlo giù dal parcheggio multipiano.
Altra conferma che siamo i Simpsons: niente di rotto.
Ma la botta in testa più bella è stata quella di papà/homer
[continua]

2 commenti:

Anonimo ha detto...

io ci sono! :D

Rick

Wolf ha detto...

quante stronzate scrivi!