sabato 31 gennaio 2009

Small Gym

Questo per ritornare ai post diaristici di una volta

L'altro ieri mi sono iscritto in palestra. Bada bene, è un piccolo passo per l'uomo qualunque ma un grosso passo per me. All'inizio, perlomeno. L'ambiente della palestra non fa per me. Ero molto più a mio agio sull'aereo militare italiano in volo verso la Sardegna, attaccato con una mano a un tubo di metallo che passava sopra la mia testa, e seduto su una sedia di composta da strisce incrociate di materiale sintetico progettata da un sadico. Ero più a mio agio, giuro, mentre chiaccheravo con gli ufficiali della marina, dell'esercito e dell'aviazione, tutti impettiti, fieri e dalla vita sessuale difficile. E Dio sa quanto odio e temo le divise. Ma ero più a mio agio.
La palestra nel mio immaginario è piena di tipi grossi e rasati che entrano già in canottiera anche d'inverno, hanno una borsa piena di tuorli d'uovo liofilizzati che ingoiano con noncuranza fra una serie (dieci milioni di addominali alti) e l'altra, usano solo pesi sopra i 50 chili e scherzano fra di loro prendendosi a pugni sulle spalle.
Chiaramente, la palestra dove vado io non è così (in realtà, nessuna è così).
Stasticamente le palestre sono piene di donne di mezz'età che cercano di non farsi venire la pancia correndo per mezz'ora sullo stesso posto, sollevando pesi con le caviglie o cose del genere, oppure da vecchie signore dallo sguardo serafico prese metaforicamente a pallettate da un tipo robusto nella sala fitness: "Un, due, tre! Un due tre! SU QUELLE GAMBE! Un due tre eccetera" (a volte non metaforicamente, prese a pallettate). Poi ci sono le due quindicenni che chiaccherano tutto il tempo, le figlie di Mtv che alla fine fanno solo la cyclette ripetendosi che, sì, stasera mangeranno tutte e due solo uno youghurt, giurano. Naturalmente tornate a casa non resisteranno alla pastasciutta pronta fumante. E tempo due settimane scopriranno che, sì, in televisione le donne hanno il ventre piatto con dei muscoletti in rilievo, ma in realtà i ragazzi preferiscono pensare di essere più magri della propria ragazza, o comunque vorrebbero avere qualcosa da palpare intorno alla vita che non sia l'osso dell'anca o un addominale stile vincintrice-dei-centro-metri-piani-con-pochi-ormoni-maschili-in-corpo.
Chiariamoci, occasionalmente c'è anche la ragazza carina che, come me, viene in palestra per non ridursi a uno stecchetto ambulante privo di difese immunitarie.
Ma non serve a niente.
Ne basta uno. Basta un tipo rasato grosso che usa pesi da cinquanta chili, con i guantini con i buchi che coprono solo il palmo, che gira per la palestra con in mano dei dischi con un raggio superiore alla sua faccia, che utilizza in maniera sconosciuta affari somiglianti a macchine da tortura medievali. Ne basta uno, e mi riconvinco che aveva ragione il mio immaginario. Le palestre sono piene solo di tipi così.
Il tipo sopra mi ha detto che l'assistente di sala che mi deve fare la scheda ha i capelli rossi. Faccio un paio di giri tipo zombie, non trovo nessuno coi capelli rossi. Mi iniziano a guardare. Forse mi hanno scambiato per un infiltrato o qualcosa del genere. Bastano due giorni in palestra per essere meno mingherlini di me. Mi riscaldo sulla cyclette.
Giuro, a disagio. Mi aspetto sempre che arrivi il tipo rasato o l'assistente di sala e mi dica una cosa del tipo "Se respiri con la bocca, stai facendo uno sforzo anaerobico" oppure "Dove sono le tue scarpe pulite?". O: "Quello con la muffa è il tuo asciugamano?", piuttosto che: "Scendi dal MIO tapiroulant" "E' inutile che guardi, non ci sono pesi abbastanza piccoli per te" "Dove sono le tue scarpe pulite?" e cose così.
Fra l'altro, dopo dieci minuti di cyclette mi accorgo che non mi sono cambiato le scarpe. Ma non posso più andare a cambiarmele: sarebbe un'ammissione di colpevolezza.
Quando ormai ho finito tutti gli esercizi che mi ricordavo dall'ultima volta che sono andato in palestra (2 anni fa), vado a cambiarmi. E mentre sono lì sull'uscita, ormai già completamente cambiato, l'assistente di sala si palesa. Mentre sono lì che sto per salire le scale, in jeans, con la giacca addosso e lo zaino in mano, c'è un'assistentedisalafania. Un tipo pelato sta parlando con una signora di mezz'età, probabilmente le sta spiegando come evitare di morire se il palestrato rasato le aumentasse improvvisamente la velocità del tapiroulant per scherzo. E' lui l'assistente di sala. Non ha i capelli rossi. Confuso, torno indietro per controllare: no il tipo rasato e il tipo pelato sono due tipi diversi, anche se si assomigliano (senza capelli, grossi, canottati e rasati).
Oh bè, sono sopravvissuto da solo. Metto piede fuori dalla palestra.
Un piccolo passo per l'uomo qualunque...

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mercoledì 28 gennaio 2009

Popcorn - 4° puntata


In studio:
Vittorio ed Emanuele

In questa puntata: Come scoprire se il tuo vicino è un negazionista, intervista al 14enne di Chicago e alla neve sugli Emirati Arabi Uniti
Clicca qui per ascoltare

lunedì 26 gennaio 2009

Ancora sui pirati somali

Propaganda e realtà

da Silenzio Stampa, energie9.org

Realtà in condotta Una delle bandiere della riforma Gelmini è stato il voto in condotta. Ricordate? Il voto in condotta farà media! Si ritorna alla disciplina, era questa la propaganda. Ok, ma nel concreto? Qualche settimana fa il Ministero della Pubblica Istruzione ha dato indicazioni su come comportarsi a proposito del voto in condotta. Unica indicazione: avrà 5 in condotta chi viene sospeso per più di due settimane. Cioè, l'anno scorso avrebbero avuto 5 in condotta i ragazzi che allagarono la scuola o quegli altri che le diedero fuoco. E tutti gli altri? Essendo l'unica indicazione, le scuole hanno tentato un criterio di proporzionalità: 5 a chi distrugge la scuola, 6 a chi la danneggia gravemente, 7 a chi si limita a distruggere un gabinetto (tre giorni di sospensione, mettiamo). Risultato? Mettere 7 in condotta è molto più difficile che in passato. Prima dei decreti Gelmini mettere 7 in condotta era un segnale che i professori lanciavano alle famiglie: nella pagella di metà anno voleva dire "Occhio, questo ragazzo deve comportarsi meglio oppure lo bocciamo, a prescindere se studia o no". Ora non si può più fare, a meno che faccia qualcosa come allagare la scuola in scala 1:4. Fra l'altro, chi di solito si becca una condotta così bassa ha anche dei voti molto bassi, molto più bassi del famoso 7 in condotta. Che però fa media. Risultato: sarà molto più difficile mettere un voto basso in condotta a chi si comporta male, che rischia anzi di vedersi risollevare la media dall'8, strappato, in condotta.

oscar_grant.jpg

Realtà urbana Il giuramento di Obama ha instillato un trionfalismo nelle redazioni e nei giornalisti. Repubblica ha pubblicato un fondo intitolato La fine del razzismo. Magari. Forse è per non rompere questo tronfio trionfo che non hanno riportato quanto accaduto in America (dove, lo ricordiamo, il razzismo è finito) a Capodanno. La gente sta tornando a casa dopo i festeggiamenti per l'anno nuovo. La polizia di Oakland, California, fa mettere steso sulla pancia un 22enne di colore, di nome Oscar Grant. Poi un poliziotto gli spara nella schiena. Il proiettile gli perfora il polmone. Muore. Un'esecuzione a sangue freddo, in metropolitana, filmata dagli amici con il cellulare, tenuti lontani da altri poliziotti. Un assassinio. La polizia parla di resistenza da parte del giovane nero, ma le immagini dicono il contrario (qui il video su YouTube). Era da tempo che la comunità afroamericana di Oakland denunciava episodi di razzismo da parte della polizia. Il giorno dopo è scoppiata la rabbia nei quartieri neri, con manifestazioni e cortei - a cui hanno seguito violenti scontri con la polizia (la notizia sul Times). Il razzismo è morto? Meno male

Foto di Thomas Hawk

mercoledì 14 gennaio 2009

Last Goodbye

This is our last goodbye
I hate to feel the love between us die
But its over
Just hear this and then Ill go
You gave me more to live for
More than youll ever know

This is our last embrace
Must I dream and always see your face
Why cant we overcome this wall
Well, maybe its just because I didnt know you at all

Kiss me, please kiss me
But kiss me out of desire, babe, and not consolation
You know it makes me so angry cause I know that in time
Ill only make you cry, this is our last goodbye

Did you say no, this cant happen to me,
And did you rush to the phone to call
Was there a voice unkind in the back of your mind
Saying maybe you didnt know him at all
You didnt know him at all, oh, you didnt know

Well, the bells out in the church tower chime
Burning clues into this heart of mine
Thinking so hard on her soft eyes and the memories
Offer signs that its over... its over

Jeff Buckley - Last Goodbye