mercoledì 25 marzo 2009

Il mestiere del padre

da silenziostampa, energie9.org

Ultimamente Silenziostampa ha zoppicato, e di questo mi scuso con tutti i lettori, con la promessa che, magari claudicante, continuerà a proporvi le notizie che farebbero notizia se non fossero scomode.

Intro E' una notizia Reuters, ma sembra non aver fatto notizia.
Partiamo dall'inizio. Il nuovo governatore della Sardegna si chiama Ugo Cappellacci, ed è un berluscones in linea di sangue diretta. E' infatti figlio del commercialista di Berlusconi. E' talmente berlusconiano da aver scelto, per la campagna elettorale, un basso profilo. In senso letterale: lui stava seduto e il capo del suo partito, Berlusconi appunto, teneva il comizio. E ha vinto.
Ma fin qui niente di strano: siamo ormai abituati al fatto che le aziende del nostro Presidente del Consiglio e le più alte cariche dello Stato Italiano si vadano ormai sovrapponendo, un po' come il partito leninista e lo stato russo dopo la rivoluzione.
Dopo essere stati eletti, c'è una grande attesa, di solito. I giornali danno spazio alle prime mosse da neo-eletto: i primi 100 giorni del Governo, il primo atto di Obama, il primo provvedimento di Alemanno. Ci siamo abituati. Ma la prima mossa di Cappellacci? Mistero.
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Strofa Forse ha fatto qualcosa sulla crisi. Sui posti di lavoro ai giovani. Sul precariato. Sull'ambiente. E invece no. Il primo passo del neo-governatore è stato abbassare le tasse ai super-ricchi, per la precisione le tasse che gravano su cose come yacht extralusso da 30 metri, elicotteri privati ed altri sfizi del genere. Tasse che, secondo Cappellacci, tenevano lontani i loro possessori e usufruitori dalle bellissime spiagge della Sardegna, che (sempre secondo lui) ne ha risentito in termini di turismo.
Sembra quasi che Reuters riporti la notizia insieme a un player mp3 che riproduce il suono di una pernacchia. Fa notare infatti che chi maggiormente fa la tratta Porto Fino - Porto Cervo in elicottero è proprio il principale, il Re Sole. Pernacchia.
Io aggiungerei che difficilmente chi si può permettere yacht con equipaggi ed elicotteri privati si fa scoraggiare da una tassa e ripiega, per dire, su Fregene. Anzi, abbassare le tasse vuol dire svendere la Sardegna dell'unica sua forza economica, e cioè dei luoghi unici al mondo per bellezza. Alzare il prezzo dell'andare in Sardegna in elicottero sarebbe come alzare di 50€ il prezzo degli iPod: molti potrebbero iniziare a comprarselo per il puro gusto di pensare che altri non se lo possono permettere, ora che costa di più. La sua forza non è il prezzo, è la qualità, il prestigio.
Ma d'altra parte, si sa, attorno alla corte del Re Sole ruotano dinastie nobiliari di consiglieri delle tasse, avvocati, e, appunto, commercialisti. E come il figlio di un conte rimane conte, il figlio di un commercialista farà il commercialista. E sempre per conto dello stesso padrone. E qual'è il compito di un commercialista, se non quello di farti pagare meno tasse?

mercoledì 4 marzo 2009

Micro impatto emotivo

da silenziostampa, energie9.org

Corsa invisibile Azienda contro azienda, spalla a spalla. Tutti sanno che solo chi arriva primo vince, il primo trainerà l'economia mondiale per anni. Ma è anche una corsa silenziosa. Considerata d'impatto emotivo troppo forte, tenuta bassa. I risultati parziali ottenuti finora sono sbalorditivi, e quelli finali (si mormora) potrebbero tirarci fuori dalla crisi. L'altro giorno i dati del PIL americano segnavano un ribasso di sei punti, "mai così male dall'82". Ai tempi, si uscì dalla crisi con la rivoluzione informatica. Ora, si spera di uscire con la rivoluzione dei materiali.

Nanotech Non è una recensione di un film di fantascienza. Lo potrebbero essere le cifre investite in ricerche nanotecnologiche e nei polimeri. Materiali nuovi per un mondo nuovo. Ma sui giornali se ne parla poco, e male. Detto in maniera semplicistica e barbara: si è arrivati a modificare i materiali a livello molecolare. Ci sono aziende che hanno sviluppato "nanoreticoli" particellari: un velo di molecole sopra un materiale. Risultato? Un pezzo di legno, leggero come il legno, resistente al calore come il legno, insomma un pezzo di legno, ma ricoperto di uno strato invisibile di molecole di acciaio. E quindi resistente come l'acciaio. Per ora è una tecnologia ancora troppo costosa, ma tutti sanno che quando il problema diventa come abbassare i costi di produzione, la questione non è più se ma quando. Quando si svilupperà una tecnologia del genere gli impatti saranno enormi, paragonabili alla macchina a vapore, al computer. Non avremo più vincoli di alcun tipo rispetto alla composizione molecolare: non avrà più senso dire "Ho dei bicchieri di plastica" perchè saranno trasparenti come il vetro ma resistenti quando la plastica, magari più leggeri. Il concetto stesso di plastica e di vetro, chiaramente, sfuma. O svanisce. E' questo l'impatto emotivo che fa questa corsa silenziosa, che fa essere i governi prudenti e le aziende discrete.

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Struttura molecolare di un polimero "shape memory"

Polimeri L'altra corsa, parallela, intrecciata, è quella ai polimeri. Sono dei materiali particolari che, grazie alla loro peculiare struttura, posseggono una "memoria molecolare" rispetto alla loro forma. In altre parole: i polimeri sono materiali che possono assumere una forma se riscaldati, adattandosi per esempio alla forma di una mano. Ma non solo: se riscaldati nuovamente, ritornano ad assumere la forma originaria. Già ora questa tecnologia è usata da un'azienda italiana per produrre forchette per disabili (che diventano automaticamente ergonomiche e tornano normali in lavastoviglie). O per produrre aghi endovenosi che si "adattano" alla vena, di modo che essa non possa "uscire" per un movimento inconsulto del paziente. Ma questi sono solo applicazioni minori, specialistiche. Il traguardo deve ancora arrivare, ma si avvicina sempre di più.

Foto da llnl photos